Qual è la genesi di una “scoperta”? In ambito SEO, spesso si progetta un test allo scopo di verificare empiricamente un’ipotesi specifica. Ma come si arriva a formulare questa domanda? A volte, alla base di tutto c’è un’osservazione casuale che scatena curiosità e desiderio di approfondire. È quanto ci capita un paio di mesi fa, quando notiamo una stranezza nei dati di Google Webmaster Tools. Questa semplice osservazione farà scaturire un’intuizione che riusciremo a verificare usando un po’ di logica e un pizzico di creatività. In questo articolo ripercorriamo pubblicamente i nostri passi, sperando che conoscere il processo seguito possa risultare interessante quanto la conclusione alla quale siamo pervenuti.

Clicca qui per leggere subito la conclusione

Tutto comincia quando ci accorgiamo che il report GWT “Link che rimandano al tuo sito” visualizza in modo incompleto l’anchor text di uno dei back link di SearchBrain.

Nella parte visualizzata manca infatti l’ultima parola del motto di SearchBrain, “Marketing with Search in Mind”, presente nell’attributo ALT di due link grafici sui siti personali di MaurizioGiacomo.

Ogni volta che ci si imbatte in qualche informazione “curiosa” o “anomala” mostrata da un motore di ricerca è sempre buona norma chiedersi a quale attività del motore il fenomeno vada attribuito. A volte si tratta di un fenomeno che deriva da un algoritmo usato nel “cuore” delle fasi di crawling, indicizzazione, filtraggio o ranking, e altre volte si tratta di un fenomeno prodotto a posteriori dall’interfaccia utente. Questi ultimi possono essere considerati degli effetti di “post-produzione”.

Nel caso dell’anchor text troncato, è essenziale capire in quale fase sia avvenuto il troncamento: se il motore avesse indicizzato per intero tutti i testi dell’ancora, pur non mostrandoli interamente sul pannello di GWT, si tratterebbe di un troncamento effettuato solo in fase di visualizzazione; viceversa, se riuscissimo ad appurare che la parte di testo troncata non è proprio stata archiviata da Google, saremmo di fronte ad un troncamento effettuato sin dalla fase di indicizzazione. E se esistessero limiti precisi all’indicizzazione dei testi associati ai link, questa informazione rivestirebbe un’ovvia utilità per chiunque produca testi per il web.

Pronti a scommettere che Google abbia troncato il testo del link in fase di indicizzazione, facciamo diverse congetture su quale possa essere il limite massimo utilizzato da Google. Scartando a priori l’ipotesi che possa trattarsi di un numero di sillabe (o di pixel, o di molecole…), le ipotesi più realistiche ci appaiono due:

  1. Troncamento dopo N caratteri;
  2. Troncamento dopo N parole.

Gli obiettivi sono dunque in realtà due: confermare la nostra congettura che il troncamento del testo avvenga effettivamente prima dell’archiviazione, e determinare il limite massimo di elementi (caratteri o parole) oltre il quale viene applicato il “taglio”.

Per verificare la quantità di testo effettivamente archiviata da Google, decidiamo di utilizzare l’operatore di ricerca inanchor associato all’operatore per la definizione di frasi, ovvero le virgolette (“). Il primo restringe la ricerca ai testi delle ancore dei link ed il secondo ci permette di specificare che le parole cercate devono appartenere alla stessa frase cioè, in questo caso, al medesimo link. Facciamo due query su Google e ne confrontiamo i risultati:

  1. inanchor:”proud member of searchbrain marketing with search in”
  2. inanchor:”proud member of searchbrain marketing with search in mind”

La prima query restituisce la home page di SearchBrain come unica pagina avente la stringa esatta cercata nell’ancora dei back link; la seconda restituisce zero risultati: ne concludiamo che il troncamento avviene in fase di indicizzazione (diversamente, le due query avrebbero restituito lo stesso set di risultati).

Appurato ciò, passiamo alla seconda domanda: qual è il limite utilizzato da Google? Poiché la porzione di testo del link indicizzata da Google è lunga otto parole e 54 caratteri (spazi inclusi), formuliamo due ipotesi coerenti con tale evidenza:

  1. Il testo dell’ancora viene troncato dopo l’ottava parola;
  2. Il testo dell’ancora viene troncato dopo circa 55 caratteri.

Curiosi di sapere se altri si siano posti la stessa domanda prima di noi, facciamo una ricerca su Google e troviamo un articolo su un blog SEO nel quale si ipotizza che il limite sia appunto di “55 caratteri (8-10 parole circa)”. Decidiamo di verificare.

A questo scopo, anziché predisporre un test producendo una pagina contenente link con ancore di lunghezza diversa e attendere che venga indicizzata, decidiamo di usare la ricerca web di Google, confidando nell’alta probabilità che nel suo indice esistano già link con le caratteristiche cercate (e nella nostra capacità di trovarli).

Dato che per invalidare l’ipotesi 1, che ci appare la più plausibile, dovremmo trovare una pagina avente almeno un back link indicizzato la cui ancora sia composta da più di otto parole, proviamo a pensare a una query di almeno nove parole abbastanza brevi, di lunghezza complessivamente inferiore a 55 caratteri. Ci viene in mente la serie di proposizioni semplici “di a da in con su per tra fra”. Esattamente nove parole, per un totale di 29 caratteri spazi inclusi: perfetto! Speriamo solo che qualcuno, da qualche parte sul web, abbia creato un link con un’ancora del genere, e che quel link sia stato indicizzato da Google. Siamo fortunati: la query inanchor:”di a da in con su per tra” (costituita da otto parole, omettendo l’ultima preposizione) restituisce alcune migliaia di risultati.

Aggiungendo fra virgolette anche la nona preposizione, che pure appare nel testo dei link, Google restituisce invece zero risultati: inanchor:”di a da in con su per tra fra”

Questa evidenza è coerente con l’ipotesi 1 (troncamento dopo l’ottava parola); tuttavia, non permette di escludere completamente l’ipotesi 2 (troncamento al cinquantacinquesimo carattere). Infatti i due limiti non sono di per sé mutuamente esclusivi, e potrebbero anche coesistere: se ciò fosse vero, in presenza di un link con un’ancora composta da parole abbastanza lunghe, Google potrebbe decidere di applicare il secondo limite, indicizzando solo i primi 55 caratteri del testo e troncando la frase prima dell’ottava parola.

Per invalidare l’ipotesi 2, tenendo ferma l’ipotesi 1, è dunque necessario trovare una pagina avente almeno un back link indicizzato con un’ancora più lunga di 55 caratteri. Decidiamo che ci serve una frase composta da parole di una decina di caratteri ciascuna, o una parola della stessa lunghezza e con una buona probabilità di apparire ripetuta molte volte all’interno del testo di un link. Il concetto stesso di ripetizione ci richiama immediatamente alla mente il meme “Developers”. Anche stavolta abbiamo fortuna: la query inanchor:”developers developers developers developers developers developers developers developers” (costituita dalla parola “developers” ripetuta otto volte, per un totale di 87 caratteri spazi inclusi) restituisce cinque risultati, invalidando l’ipotesi 2.

Anche in questo caso, aggiungendo il nono termine i risultati vengono azzerati, coerentemente con l’ipotesi 1: inanchor:”developers developers developers developers developers developers developers developers developers”

Pare proprio che il limite delle otto parole sia confermato, tuttavia ci sorgono un paio di dubbi che è necessario dirimere.

Il primo dubbio riguarda le parole che solitamente i motori di ricerca considerano stopword: ci chiediamo se vengano trattate in modo speciale dall’algoritmo che si occupa del troncamento dei testi delle ancore. A volte, in fase di indicizzazione dei testi le cosiddette “stopword” vengono ignorate, ma questo non sembra essere il caso dell’indicizzazione dei testi delle ancore, in quanto la sequenza di preposizioni “di a da in con su per tra fra” include la parola “a”, storicamente considerata una stopword da Google, sia per la lingua italiana sia per la lingua inglese. Pertanto abbiamo conferma del fatto che, di ciascun link, vengono indicizzare al massimo le prime otto parole, a prescindere da quali esse siano.

Il secondo dubbio è invece quante sequenze di otto parole vengano effettivamente indicizzate per ciascun link. Siamo certi che vengano indicizzate solo le prime otto parole del testo di un’ancora e non, per esempio, tutte le sequenze di otto parole contigue contenute in una frase più lunga? Si tratta di un dubbio legittimo, poiché in information retrieval esistono diversi algoritmi di analisi e trattamento dei testi che si avvantaggiano di una loro scomposizione in sequenze di N parole contigue, detti n-grammi (qualche anno fa Google rese persino pubblici gli n-grammi che aveva estratto dalle pagine web).

Anche il secondo dubbio viene però facilmente dipanato: è infatti sufficiente riprendere l’esempio delle preposizioni semplici italiane, che sono nove, e cercare con l’operatore inanchor il secondo gruppo di otto preposizioni, da “a” a “fra”. Gli zero risultati restituiti da Google ci confermano che a venire indicizzate sono esclusivamente le prime otto parole di un linkinanchor:”a da in con su per tra fra”

L’ultima conferma la otteniamo casualmente, cercando su Google il dominio di terzo livello tools.searchbrain.it, volutamente in disallow nel momento in cui scriviamo, e notando che il titolo che Google attribuisce alla pagina, non potendo accedere al tag title, è il testo di un backlink esterno troncato dopo le prime otto parole.

A chi giova sapere che Google non indicizza i testi dei link oltre l’ottava parola? A tutti coloro che devono scrivere testi per il web, in particolare in fase di stesura di un titolo o intestazione destinata a diventare l’ancora di un link. Il primo esempio che ci viene in mente è quello dei titoli dei post di blog e forum, ma gli ambiti di applicazione sono molteplici e non limitati all’esempio fatto.

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Ciao a tutti!

Il team di SearchBrain, nelle persone di Maurizio Petrone ed Enrico Altavilla, progetterà e curerà la docenza del modulo sul search marketing dell’Executive MasterLe nuove frontiere del marketing e della comunicazione – dal social networking al search marketing“.

Il master è organizzato dall’Associazione Eutropia e dal Centro Servizi della CCIAA di Cagliari e si terrà nel capoluogo sardo tra marzo e maggio 2010.

Logo dell'Associazione Eutropia

Logo del Centro Servizi per le Imprese


I consulenti di SearchBrain saranno (metaforicamente) in compagnia di Luca Conti e di Giacomo Mason, che per il master si occuperanno rispettivamente della docenza del modulo sul social media marketing e di quello sulla scrittura per il web.

Ecco di seguito gli argomenti delle quattro giornate del modulo sul search marketing, fate riferimento al programma del master (in PDF) per avere il dettaglio dell’intero corso.

Prima giornata

Cos’è il Search Marketing e come si integra nelle strategie di marketing online

I motori di ricerca sono diventati già da tempo il principale driver di traffico sul web. Qualunque soggetto con una propria identità e presenza sul web non può fare a meno di sviluppare le proprie strategie di business e di marketing senza tenere in considerazione il fenomeno del search e gli utenti che ne sono protagonisti. La prima giornata del corso introduce il Search Marketing, ne delinea le peculiarità e la forte natura sociale e mostra le differenze con altre attività di marketing online, spiegando in quali contesti il SEO è uno strumento imprescindibile e in quali può supportare e integrarsi ad altre forme di web marketing.

  • Uno sguardo d’insieme al Search Marketing
  • Definizione di SEO
  • In quali occasioni è opportuno fare SEO

Seconda giornata

Gli spider dei motori, l’interazione con i siti web e i fattori SEO

Inevitabilmente legato a come le persone fruiscono i siti web, fare SEO significa anche prendersi cura di quegli aspetti tecnici che possono influire sulla qualità dell’esperienza di navigazione degli utenti e sulla facilità con cui i motori di ricerca archiviano e valutano i siti per poi proporli nei risultati delle ricerche. La seconda giornata fornisce le basi tecniche per comprendere come siti, motori e utenti interagiscono tra di loro e propone delle semplici attività pratiche attraverso le quali prendere familiarità con il funzionamento e la tecnologia dei motori di ricerca.

  • Il modello client/server
  • Crawling e indicizzazione
  • Contenuti duplicati

Terza giornata

Contenuti editoriali e popolarità sul Web

Una giornata dal taglio prevalentemente pratico, che fornisce linee guida, spunti ed esempi per ottimizzare e promuovere un sito web.

  • SEO copywriting
  • Il ruolo degli utenti
  • Tecniche per l’acquisizione della popolarità

Quarta giornata

Web Analytics: il ruolo degli utenti e l’importanza dell’analisi

Tra i numerosi canali di marketing e comunicazione, il web è senza dubbio quello che offre la maggior precisione ed il maggior dettaglio in fatto di misurazione. Questa eredità, proveniente dalla natura pur sempre informatica che il web possiede, offre un valore potenzialmente enorme a quanti sono in grado di leggere i dati che la web analytics può fornire.

Nella quarta giornata si introdurrà la web analytics, presentando modelli e strumenti, e si approfondiranno concetti come obiettivi, metriche e misurazioni; lo scopo è di fornire ai partecipanti gli strumenti e le procedure adatte per trarre benefici dalla misurazione del proprio traffico web.

  • Piattaforme e metodi di web analytics
  • Definizione degli obiettivi
  • Misurazione dei risultati

Se ritenete ghiotta questa opportunità di formazione, trovate dettagli e contatti sulle pagine linkate in questa news.

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Google Webmaster Tools mette a disposizione dei webmaster diverse informazioni, tra le quali alcuni grafici che mostrano la quantità di pagine del sito che sono state scaricate dallo spider, quanti byte sono stati richiesti, quanto tempo c’è voluto mediamente per scaricare una pagina, e così via…

I grafici però mostrano solo un andamento temporale, senza fornire i numeri esatti. In alcune occasioni sarebbe interessante ottenere i dati numerici che sono stati usati per generare il grafico, per analizzarli meglio, ad esempio con Excel, o semplicemente per conservarli.

Da oggi sì può fare. I tool di SearchBrain si arricchiscono infatti di Google Chart Decoder, uno strumento al quale si dà in pasto l’indirizzo (URL) di uno dei grafici usati da Google Webmaster Tools e dal quale si ottengono i dati numerici usati per produrre il grafico stesso.

Un esempio pratico

L’immagine che segue mostra un tipico grafico di Google Webmaster Tools che riassume il numero di pagine scaricate da Googlebot su un periodo di novanta giorni. Fate attenzione al numero evidenziato nel riquadro rosso: ci dice quante pagine lo spider ha scaricato nel giorno di maggiore picco. E’ un’informazione essenziale.

Volumi di pagine scaricate

La linea mostra la quantità di pagine scaricate ogni giorno

A Google Chart Decoder bisogna fornire l’URL dell’immagine (potete aprire l’immagine in un altra tab/finestra del browser e poi copiarne l’URL dalla barra degli indirizzi) e specificare poi alla voce “scaling” il numero massimo di pagine scaricate da Googlebot nel giorno di picco.

Cliccando infine su “Extract values”, Google Chart Decoder farà le opportune proporzioni e fornirà l’elenco completo del numero di pagine scaricate da Googlebot in ciascuno dei novanta giorni coperti dal grafico.

Esempio di utilizzo del Google Chart Decoder

Esempio di utilizzo del tool (clicca per ingrandire)

L’aspetto più interessante del tool è che non estrae informazioni solo dai grafici di GWT ma può essere usato per estrarre informazioni da qualsiasi grafico prodotto col servizio pubblico di Google “Google Chart API“, usato da diversi siti e webmaster per generare facilmente grafici.

Qualche indicazione:

  1. Per limiti intrinseci di Google Chart API, i numeri estratti non possono essere precisi all’unità.
  2. Se copiate nella clipboard l’URL dell’immagine, fate attenzione: alcuni browser possono modificare l’URL prima di copiarlo.
  3. L’esempio fatto è solo una delle tante applicazioni del tool. Divertitevi a scovare sul Web altri grafici prodotti con la Google Chart API!
  4. Smanettate un po’ con le opzioni di arrotondamento e di separazione dei valori per ottenere esattamente l’output che vi serve.

Enjoy!

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Pacco regalo di SearchBrainAuguri di buone festività e di un prospero 2010 da SearchBrain! :)

Avremmo voluto sfruttare questo post per fare un bilancio dei risultati di SearchBrain nei primi mesi di attività, ma il buonsenso ci ha riportato con i piedi per terra: l’unico argomento che avrebbe riscosso interesse sarebbe stato quello del regalo di fine/nuovo anno ai SEO, come avevamo annunciato in un post precedente.

Quindi, bando alle chiacchiere e godetevi i nostri SEO tool! Finora sono stati usati internamente dai consulenti del team ma adesso sono a disposizione di tutti.

L’aspetto più interessante di questo regalo sarà la sua continua evoluzione: via via che svilupperemo nuovi tool per esigenze interne, condivideremo con voi quelli che riterremo più utili alla comunità di professionisti del search marketing. Un paio di nuovi tool sono già in cantiere!

Introduciamo brevemente i tre tool SEO disponibili nel momento in cui scriviamo. Indicheremo per ciascuno di essi un utilizzo tipico ma esistono sicuramente molte altre finalità nelle quali potranno venirvi in aiuto.

Web Reader

Il Web Reader è uno strumento che accetta degli URL di pagine/risorse, che vengono poi scaricate mostrandone le intestazioni HTTP ed eventuali redirezioni. Attraverso le molte opzioni a disposizione dell’utente, permette di simulare richieste da parte di spider dei motori (user-agent) o una lingua di preferenza (accept-language), caratteristiche che lo rendono adatto a fare analisi su come un server/CMS risponde diversamente a seconda del tipo di richiesta inviato.

E’ un tool che si rivela utile ogni volta che c’è la necessità di “scendere ad un livello più basso rispetto al browser”, per rendersi maggiormente conto di tutto ciò che avviene quando si fa richiesta di un URL.

Esiste anche un’opzione che induce il tool ad accettare i cookie, in modo da comparare come il sito si comporta nei confronti dei browser che accettano i cookie e nei confronti dei client che non li accettano, come gli spider dei motori. Le applicazioni sono molteplici, divertitevi!

Web Reader

Il Web Reader di SearchBrain

Chain of fools

Chain of fools è un tool nato per controllare le catene di redirezioni. Accetta un elenco di URL e fornisce in output (HTML e TSV, da copiare e incollare comodamente in un file Excel) tutta la catena di redirezioni che un client segue dal momento in cui chiede un URL al momento in cui ottiene una risorsa (cioè un codice di status HTTP 200).

E’ una vera manna dal cielo per controllare le redirezioni tipiche delle migrazioni di siti e per accertarsi che il piano di redirect progettato sia stato correttamente implementato.

Chain of fools

Tante redirezioni? Controllatele con "Chain of fools"!

Bimbomix

Non strettamente di natura SEO, Bimbomix è un tool molto semplice ma che nel corso del tempo si è rivelato utilissimo in molteplici contesti. Accetta due elenchi di generici elementi: frasi, URL, parole… e compie delle semplici operazioni di somma o estrazione tra le due liste. Per esempio potete inserire nella lista “A” un gruppo di keyphrase fornite dal suggestion tool di AdWords e nella lista “B” le keyphrase che sono state oggetto di ottimizzazione sul sito. Selezionando l’operazione “Entries in A but not in B”, Bimbomix vi dirà su quali keyphrase non avete ancora lavorato.

Oppure potreste svolgere la stessa operazione tra l’elenco di URL di cui si compone un sito (magari individuate con XENU) e l’elenco di URL presente su Google (ad esempio usando l’operatore “site:”), per scoprire quali URL non sono state ancora indicizzate dal motore di ricerca. Insomma, sperimentate e vedete in quanti modi il tool potrà esservi d’aiuto!

Bimbomix

Mischia e separa con Bimbomix!

Ancora auguri!

Questo piccolo regalo conferma il nostro desiderio di coltivare buoni rapporti con freelance, consulenti ed agenzie SEM. Riteniamo che la condivisione di conoscenza, strumenti ed esperienze sia una delle chiavi per far evolvere questo settore più velocemente.

Divertitevi ad usare i tool di SearchBrain e passate un buon Natale ed un buon inizio d’anno! :)

The SearchBrain Team

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Ciao a tutti!

Vi segnaliamo la pubblicazione su SlideShare e in un file PDF da scaricare della presentazione usata da Enrico Altavilla all’edizione 2009 del Convegno GT, tenutasi a Riccione lo scorso 5 e 6 dicembre.

Il tema era “Google News e pubblicazioni online – Uno studio approfondito sulla visibilità” e la sessione forniva un’anteprima di un software/servizio attualmente in fase di progettazione per il monitoraggio di Google News e l’estrazione di informazioni strategiche per piccoli e grandi editori online.

Ovviamente le slide non forniscono la stessa esperienza della sessione dal vivo ma sono un primo strumento per comprendere il tema trattato, che verrà approfondito in futuro con la pubblicazione di nuove risorse, tra le quali un video sul canale YouTube di SearchBrain.

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Dall’esterno potrebbe sembrare che SearchBrain si riduca ad essere una struttura “virtuale”, con occasioni di contatto sporadiche tra i consulenti. Tutt’altro: oltre ad un coordinamento continuo sulle attività che vengono gestite assieme (new business, marketing, organizzazione interna, ecc.) periodicamente ci incontriamo per fare il punto della situazione e condividere lo stato dei nostri progetti.

Proprio ieri si è tenuto uno di questi incontri. Solitamente siamo soliti darci appuntamento in luoghi ameni e decisamente meno formali: il paesello medievale, la località lacustre, ecc. Stavolta però abbiamo pensato di ritrovarci in quel di Milano.

La foto che segue ritrae i 3/4 del team discutere su uno dei tanti aspetti all’ordine del giorno. In circa quattro ore di chiacchierata, supportate da pausa caffé e sigaretta, sono stati affrontati gli argomenti legate alle principali attività: gestione clienti, organizzazione e condivisione delle informazioni e iniziative future. Sono state condivise metodologie e template di documenti, è stato fatto il punto sui progetti di ciascuno dei consulenti ed abbiamo iniziato a discutere l’approccio ad un progetto interno di ricerca e sviluppo.

Meeting SearchBrain di dicembre 2009

Un'istantanea del meeting. Si noti il netpc di Enrico, che evidentemente non aveva di meglio da fare che stare su FaceBook.

Il meeting aveva come prima voce all’ordine del giorno anche il bilancio dei primi due mesi di attività che, evidenze alla mano, abbiamo giudicato estremamente positivo sotto diversi aspetti, a cominciare dall’essere riusciti a comunicare quell’elemento di distinzione da quanto già esisteva. Di questo risultato, però, dobbiamo ringraziare tutte le persone che finora ci hanno seguito con curiosità.

Quasi dimenticavamo… abbiamo anche discusso del regalo di fine anno per i SEO, che arriverà tra un po’ di giorni e che speriamo vi piaccia! :)

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Ciao a tutti!

Segnaliamo con piacere che Mattia Ragni, vincitore del contest SEO organizzato da SearchBrain alcune settimane fa, ha iniziato a pubblicare sul proprio blog l’intervista che ci aveva proposto.

Stavolta, più che imbrodarci nelle solite auto-celebrazioni, ci piace sottolineare che l’intervista è nata perché Mattia ha voluto commutare il premio vinto, una consulenza da parte di SearchBrain, in un’occasione per condividere con tutti le nostre considerazioni e risposte.

In questa sede ci limitiamo a segnalare la pagina indice dell’intervista, che verrà pubblicata a scaglioni su post multipli. Tra gli argomenti discussi:

  • La SEO nella fase di pianificazione di un progetto
  • La scelta delle parole chiave
  • Strategie per la link popularity
  • I fattori SEO site-wide
  • Percorsi di formazione nel search marketing

Grazie ancora a Mattia per l’iniziativa, molto apprezzata!

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Sabato 5 e domenica 6 dicembre si terrà a Riccione la quarta edizione del Convegno GT, il più conosciuto evento italiano dedicato al search marketing.

Tra gli interventi di quest’anno ne è previsto anche uno tenuto dal sottoscritto ed abbiamo quindi pensato di darne notizia.

Il titolo della sessione è: “Google News e pubblicazioni online: uno studio approfondito sulla visibilità“. Si tratta del risultato di uno studio sulla visibilità che Google concede alle risorse giornalistiche presenti online e all’universo dei blog attraverso il proprio servizio di Google News.

Un teorico flusso di lavoro per chi produce articoli e news.

Un teorico flusso di lavoro per chi produce articoli e news.

L’obiettivo che mi sono posto con questo progetto era quello di ottenere delle prime informazioni strategiche per chiunque si occupi di produrre articoli e news per il Web. Quali criteri regolano la visibilità ottenibile attraverso Google? Che chance di visibilità hanno i piccoli editori se comparati alle grandi testate giornalistiche? Quali testate ottengono la maggiore visibilità in ciascuna categoria di notizie? Come individuare gli argomenti più interessanti sui quali produrre articoli? A queste e a diverse altre domande si cercherà di dare una risposta durante la sessione.

Per acquisire le informazioni più interessanti, è stato necessario sviluppare un apposito software per il monitoraggio della visibilità assegnata da Google alle testate giornalistiche. Questi controlli si sono estesi per oltre due mesi ed hanno pertanto prodotto una quantità di dati “grezzi” consistente, come pomposamente esemplificato nell’immagine allegata.

Un'immagine, assolutamente gratuita, della quantità di informazioni grezze finora raccolte.

Uno sfoggio, assolutamente gratuito e ingiustificato, della quantità di informazioni grezze finora raccolte. I numeri si riferiscono ai dati in forma compressa.

Il passo successivo a questo studio sarà quello di chiedere agli editori stessi quali informazioni sarebbero per loro più strategiche nel lavoro quotidiano di ideazione e realizzazione degli articoli, nella prospettiva di progettare assieme un servizio in grado di fornire in tempo reale informazioni su cosa cercano gli italiani online e sulla visibilità ottenuta dalle testate a seguito della produzione e divulgazione delle notizie.

Appuntamento a Riccione, al Convegno GT!

Enrico Altavilla

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Ciao a tutti!

Per chi era al Rimini Web Marketing Event la scorsa settimana e per coloro che avrebbero voluto esserci, pubblichiamo le slide della presentazione che Piersante Paneghel ha usato a supporto del proprio speech: “SEO e motori di ricerca uno sguardo nel tempo“.

Dalla sola presentazione non è possibile estrarre tutte le informazioni e le considerazioni espresse da Piersante a voce, ma il documento potrà servire per avere un’idea generale degli argomenti discussi.

Oltre che su SlideShare, la presentazione è disponibile per il download anche in formato PDF.

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Ciao a tutti.

Scriviamo con piacere un paio di righe per informarvi che Piersante Paneghel, uno dei consulenti di SearchBrain, sarà relatore al “Rimini Web Marketing Event“, che si terrà a (suspense…) Rimini questo fine settimana: 21 e 22 novembre 2009.

Logo del Rimini Web Marketing Event

Piersante, che è riconosciuto in Italia per essere uno tra gli esperti di search marketing con la maggiore esperienza sul campo, intratterrà la platea su “SEO e Futuro dei motori di ricerca“, spiegando come fare SEO è cambiato nel tempo, quali sono le differenze col passato e quali nuovi elementi e fenomeni spingeranno i SEO a cambiare il proprio approccio nel prossimo futuro.

Il Rimini Web Marketing Event, per quanto giovane, è un evento che è stato in grado di ritagliarsi sin da subito l’interesse degli operatori del settore e del pubblico. Oltre a Piersante Paneghel, l’edizione 2009 dell’evento vedrà protagonisti diversi altri professionisti del web marketing e la partecipazione di Avinash Kaushik, Analytics Evangelist di Google.

Arrivederci a Rimini, per chi vorrà fare un salto!

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