Enrico Altavilla alla gtConference di Milano

by searchbrain on 4 ottobre 2010

Vi segnaliamo che sabato 9 ottobre 2010 un consulente di SearchBrain, Enrico Altavilla, sarà relatore alla gtConference, organizzata a Milano dall’associazione GT Lab.

Come l’anno scorso, la gtConference proporrà due giornate (venerdì 8 e sabato 9 ottobre) di interventi dedicati al marketing online, SEO inclusa, e sarà un’occasione per fare networking tra professionisti.

L’intervento di Enrico Altavilla, dallo spirito volutamente informale, sarà dedicato ad un argomento delicato e spesso assente dai programmi dei convegni: lo spam SEO. Eccone titolo e descrizione:

SpamSpam test: cosa si impara sulla SEO, sul social e su Google facendo i bimbi cattivi

E’ possibile fare spam per fini esclusivamente didattici e senza rompere le scatole a utenti e motori? Un test di backlink spamming, ancora in corso, si è già dimostrato un’esperienza istruttiva. Verrà esposta l’idea di base, come è stata progettata la metodologia per l’ottenimento industriale di backlink e che cosa si è imparato su utenti, motori e su sé stessi architettando e mettendo in atto una gigantesca marachella infantile.

Ci auguriamo che l’intervento si dimostri sia istruttivo sia divertente e speriamo che riusciate a fare un salto! Sul sito della gtConference potete trovare le informazioni logistiche sull’evento.

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Corso SEO avanzato: oltre le solite nozioni

by searchbrain on 6 luglio 2010

Logo di YoYo Formazione rotolanteE’ con molto piacere che annunciamo per giovedì 21 ottobre 2010 un corso SEO avanzato organizzato da YoYo Formazione con la docenza di due consulenti SearchBrain: Piersante Paneghel ed Enrico Altavilla.

Il prezzo e tutte le informazioni su logistica e iscrizioni sono disponibili sul sito di YoYo Formazione, nella loro pagina dedicata al corso SEO avanzato. Fate riferimento a loro per organizzare la vostra eventuale partecipazione.

Questa iniziativa permette a SearchBrain di esaudire le richieste di corsi avanzati che da più parti ci sono arrivate nel corso dei mesi da colleghi e professionisti SEO e ci dà l’opportunità di condividere con l’esterno tecniche, nozioni ed esperienze maturate nel tempo.

Il target del corso sono i professionisti che conoscono già bene le dinamiche della SEO: la formazione escluderà i concetti base (PR, titoli, buoni contenuti, ecc.) per focalizzarsi su temi più complessi e di sicuro interesse a freelance o agenzie che ottimizzano per professione siti di aziende, e-commerce, portali.

Tra gli argomenti che verranno discussi:

SEO e siti di grandi dimensioni

Ottimizzare un sito di grandi dimensioni presenta criticità particolari perché particolare è il rapporto che si instaura tra il motore e la risorsa, specie se molto popolare. Linee guida di base per una corretta impostazione della SEO e suggerimenti per affrontare i problemi più diffusi.

Fattori SEO esterni

  • Far fruttare i link, trovarli dove non ti aspetti, tips & tricks
  • Considerazioni su contenuti e popolarità dopo Google May Day

Conflitti tra gli strumenti per l’indicizzazione

Gli strumenti a disposizione dei webmaster per far archiviare correttamente siti e risorse dai motori sono aumentati di numero nel corso degli anni (robots.txt, sitemap XML, nofollow, canonical, ecc.). La maggiore complessità ha prodotto il diffondersi di situazioni in cui gli strumenti vanno in conflitto tra loro, minimizzando i risultati ottenibili. Esempi di errori tipici e best practice.

Proteggere la visibilità dagli atti di vandalismo

Carenze nel monitoraggio dei siti possono facilitare la proliferazione di malware con conseguenze negative per la visibilità online. Come prevenire, come curare e case history.

Siti con news e post: basi sulle best practice SEO

Forum, blog e siti di news condividono una caratteristica: gli articoli pubblicati scendono velocemente per la gerarchia del sito, perdendo visibilità interna con effetti negativi su indicizzazione e visibilità sui motori. Linee guida principali su come prevenire i problemi e massimizzare la visibilità.

Pillole, osservazioni e test vari

  • Prima posizione in Google e interferenze del prefetching
  • SEO clinic, il monitoraggio: sapere ora cosa Google Webmaster Tools vi dirà tra 5 giorni

Ecco di seguito anche una mappa mentale con qualche dettaglio in più sugli argomenti del corso:

La mappa mentale con i temi trattati dal corso SEO organizzato da YoYo Formazione

Mappa argomenti corso SEO (clicca per ingrandire)

Come di consueto nei corsi organizzati da YoYo, il numero degli iscritti verrà mantenuto basso (massimo 25 persone) per consentire a tutti di partecipare attivamente, scambiando opinioni, facendo domande e contribuendo a rendere la giornata di formazione un’esperienza interattiva.

Buona formazione a chi vorrà partecipare!

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Quattro SEO in barca (per tacer dello spider)

by searchbrain on 21 maggio 2010

Torniamo a parlare dei meeting periodici di SearchBrain: complice la bella stagione infatti, questa volta abbiamo deciso di unire le esigenze lavorative con la serenità e la bellezza che il luogo deputato ha saputo trasmetterci.

È perciò con grande piacere che vi mostriamo l’ultima, in ordine di tempo, delle “sale riunioni” di SearchBrain: grazie all’ospitalità del timoniere Piersante, il nostro incontro si è svolto in riva al Piave. Pensiamo che poche immagini valgano più di tante parole sulla filosofia di SearchBrain… Buona visione!


Meeting SearchBrain di maggio 2010 (anche in HD)

P.S.: Chissà, magari un giorno Piersante scriverà un post sulle analogie fra SEO e pesca. 😉

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Come ti smonto Google: una piccola scoperta SEO

by Enrico Altavilla on 9 febbraio 2010

Qual è la genesi di una “scoperta”? In ambito SEO, spesso si progetta un test allo scopo di verificare empiricamente un’ipotesi specifica. Ma come si arriva a formulare questa domanda? A volte, alla base di tutto c’è un’osservazione casuale che scatena curiosità e desiderio di approfondire. È quanto ci capita un paio di mesi fa, quando notiamo una stranezza nei dati di Google Webmaster Tools. Questa semplice osservazione farà scaturire un’intuizione che riusciremo a verificare usando un po’ di logica e un pizzico di creatività. In questo articolo ripercorriamo pubblicamente i nostri passi, sperando che conoscere il processo seguito possa risultare interessante quanto la conclusione alla quale siamo pervenuti.

Clicca qui per leggere subito la conclusione

Tutto comincia quando ci accorgiamo che il report GWT “Link che rimandano al tuo sito” visualizza in modo incompleto l’anchor text di uno dei back link di SearchBrain.

Nella parte visualizzata manca infatti l’ultima parola del motto di SearchBrain, “Marketing with Search in Mind”, presente nell’attributo ALT di due link grafici sui siti personali di MaurizioGiacomo.

Ogni volta che ci si imbatte in qualche informazione “curiosa” o “anomala” mostrata da un motore di ricerca è sempre buona norma chiedersi a quale attività del motore il fenomeno vada attribuito. A volte si tratta di un fenomeno che deriva da un algoritmo usato nel “cuore” delle fasi di crawling, indicizzazione, filtraggio o ranking, e altre volte si tratta di un fenomeno prodotto a posteriori dall’interfaccia utente. Questi ultimi possono essere considerati degli effetti di “post-produzione”.

Nel caso dell’anchor text troncato, è essenziale capire in quale fase sia avvenuto il troncamento: se il motore avesse indicizzato per intero tutti i testi dell’ancora, pur non mostrandoli interamente sul pannello di GWT, si tratterebbe di un troncamento effettuato solo in fase di visualizzazione; viceversa, se riuscissimo ad appurare che la parte di testo troncata non è proprio stata archiviata da Google, saremmo di fronte ad un troncamento effettuato sin dalla fase di indicizzazione. E se esistessero limiti precisi all’indicizzazione dei testi associati ai link, questa informazione rivestirebbe un’ovvia utilità per chiunque produca testi per il web.

Pronti a scommettere che Google abbia troncato il testo del link in fase di indicizzazione, facciamo diverse congetture su quale possa essere il limite massimo utilizzato da Google. Scartando a priori l’ipotesi che possa trattarsi di un numero di sillabe (o di pixel, o di molecole…), le ipotesi più realistiche ci appaiono due:

  1. Troncamento dopo N caratteri;
  2. Troncamento dopo N parole.

Gli obiettivi sono dunque in realtà due: confermare la nostra congettura che il troncamento del testo avvenga effettivamente prima dell’archiviazione, e determinare il limite massimo di elementi (caratteri o parole) oltre il quale viene applicato il “taglio”.

Per verificare la quantità di testo effettivamente archiviata da Google, decidiamo di utilizzare l’operatore di ricerca inanchor associato all’operatore per la definizione di frasi, ovvero le virgolette (“). Il primo restringe la ricerca ai testi delle ancore dei link ed il secondo ci permette di specificare che le parole cercate devono appartenere alla stessa frase cioè, in questo caso, al medesimo link. Facciamo due query su Google e ne confrontiamo i risultati:

  1. inanchor:”proud member of searchbrain marketing with search in”
  2. inanchor:”proud member of searchbrain marketing with search in mind”

La prima query restituisce la home page di SearchBrain come unica pagina avente la stringa esatta cercata nell’ancora dei back link; la seconda restituisce zero risultati: ne concludiamo che il troncamento avviene in fase di indicizzazione (diversamente, le due query avrebbero restituito lo stesso set di risultati).

Appurato ciò, passiamo alla seconda domanda: qual è il limite utilizzato da Google? Poiché la porzione di testo del link indicizzata da Google è lunga otto parole e 54 caratteri (spazi inclusi), formuliamo due ipotesi coerenti con tale evidenza:

  1. Il testo dell’ancora viene troncato dopo l’ottava parola;
  2. Il testo dell’ancora viene troncato dopo circa 55 caratteri.

Curiosi di sapere se altri si siano posti la stessa domanda prima di noi, facciamo una ricerca su Google e troviamo un articolo su un blog SEO nel quale si ipotizza che il limite sia appunto di “55 caratteri (8-10 parole circa)”. Decidiamo di verificare.

A questo scopo, anziché predisporre un test producendo una pagina contenente link con ancore di lunghezza diversa e attendere che venga indicizzata, decidiamo di usare la ricerca web di Google, confidando nell’alta probabilità che nel suo indice esistano già link con le caratteristiche cercate (e nella nostra capacità di trovarli).

Dato che per invalidare l’ipotesi 1, che ci appare la più plausibile, dovremmo trovare una pagina avente almeno un back link indicizzato la cui ancora sia composta da più di otto parole, proviamo a pensare a una query di almeno nove parole abbastanza brevi, di lunghezza complessivamente inferiore a 55 caratteri. Ci viene in mente la serie di proposizioni semplici “di a da in con su per tra fra”. Esattamente nove parole, per un totale di 29 caratteri spazi inclusi: perfetto! Speriamo solo che qualcuno, da qualche parte sul web, abbia creato un link con un’ancora del genere, e che quel link sia stato indicizzato da Google. Siamo fortunati: la query inanchor:”di a da in con su per tra” (costituita da otto parole, omettendo l’ultima preposizione) restituisce alcune migliaia di risultati.

Aggiungendo fra virgolette anche la nona preposizione, che pure appare nel testo dei link, Google restituisce invece zero risultati: inanchor:”di a da in con su per tra fra”

Questa evidenza è coerente con l’ipotesi 1 (troncamento dopo l’ottava parola); tuttavia, non permette di escludere completamente l’ipotesi 2 (troncamento al cinquantacinquesimo carattere). Infatti i due limiti non sono di per sé mutuamente esclusivi, e potrebbero anche coesistere: se ciò fosse vero, in presenza di un link con un’ancora composta da parole abbastanza lunghe, Google potrebbe decidere di applicare il secondo limite, indicizzando solo i primi 55 caratteri del testo e troncando la frase prima dell’ottava parola.

Per invalidare l’ipotesi 2, tenendo ferma l’ipotesi 1, è dunque necessario trovare una pagina avente almeno un back link indicizzato con un’ancora più lunga di 55 caratteri. Decidiamo che ci serve una frase composta da parole di una decina di caratteri ciascuna, o una parola della stessa lunghezza e con una buona probabilità di apparire ripetuta molte volte all’interno del testo di un link. Il concetto stesso di ripetizione ci richiama immediatamente alla mente il meme “Developers”. Anche stavolta abbiamo fortuna: la query inanchor:”developers developers developers developers developers developers developers developers” (costituita dalla parola “developers” ripetuta otto volte, per un totale di 87 caratteri spazi inclusi) restituisce cinque risultati, invalidando l’ipotesi 2.

Anche in questo caso, aggiungendo il nono termine i risultati vengono azzerati, coerentemente con l’ipotesi 1: inanchor:”developers developers developers developers developers developers developers developers developers”

Pare proprio che il limite delle otto parole sia confermato, tuttavia ci sorgono un paio di dubbi che è necessario dirimere.

Il primo dubbio riguarda le parole che solitamente i motori di ricerca considerano stopword: ci chiediamo se vengano trattate in modo speciale dall’algoritmo che si occupa del troncamento dei testi delle ancore. A volte, in fase di indicizzazione dei testi le cosiddette “stopword” vengono ignorate, ma questo non sembra essere il caso dell’indicizzazione dei testi delle ancore, in quanto la sequenza di preposizioni “di a da in con su per tra fra” include la parola “a”, storicamente considerata una stopword da Google, sia per la lingua italiana sia per la lingua inglese. Pertanto abbiamo conferma del fatto che, di ciascun link, vengono indicizzare al massimo le prime otto parole, a prescindere da quali esse siano.

Il secondo dubbio è invece quante sequenze di otto parole vengano effettivamente indicizzate per ciascun link. Siamo certi che vengano indicizzate solo le prime otto parole del testo di un’ancora e non, per esempio, tutte le sequenze di otto parole contigue contenute in una frase più lunga? Si tratta di un dubbio legittimo, poiché in information retrieval esistono diversi algoritmi di analisi e trattamento dei testi che si avvantaggiano di una loro scomposizione in sequenze di N parole contigue, detti n-grammi (qualche anno fa Google rese persino pubblici gli n-grammi che aveva estratto dalle pagine web).

Anche il secondo dubbio viene però facilmente dipanato: è infatti sufficiente riprendere l’esempio delle preposizioni semplici italiane, che sono nove, e cercare con l’operatore inanchor il secondo gruppo di otto preposizioni, da “a” a “fra”. Gli zero risultati restituiti da Google ci confermano che a venire indicizzate sono esclusivamente le prime otto parole di un linkinanchor:”a da in con su per tra fra”

L’ultima conferma la otteniamo casualmente, cercando su Google il dominio di terzo livello tools.searchbrain.it, volutamente in disallow nel momento in cui scriviamo, e notando che il titolo che Google attribuisce alla pagina, non potendo accedere al tag title, è il testo di un backlink esterno troncato dopo le prime otto parole.

A chi giova sapere che Google non indicizza i testi dei link oltre l’ottava parola? A tutti coloro che devono scrivere testi per il web, in particolare in fase di stesura di un titolo o intestazione destinata a diventare l’ancora di un link. Il primo esempio che ci viene in mente è quello dei titoli dei post di blog e forum, ma gli ambiti di applicazione sono molteplici e non limitati all’esempio fatto.

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Executive Master: dal social networking al search marketing

by Enrico Altavilla on 29 gennaio 2010

Ciao a tutti!

Il team di SearchBrain, nelle persone di Maurizio Petrone ed Enrico Altavilla, progetterà e curerà la docenza del modulo sul search marketing dell’Executive MasterLe nuove frontiere del marketing e della comunicazione – dal social networking al search marketing“.

Il master è organizzato dall’Associazione Eutropia e dal Centro Servizi della CCIAA di Cagliari e si terrà nel capoluogo sardo tra marzo e maggio 2010.

Logo dell'Associazione Eutropia

Logo del Centro Servizi per le Imprese


I consulenti di SearchBrain saranno (metaforicamente) in compagnia di Luca Conti e di Giacomo Mason, che per il master si occuperanno rispettivamente della docenza del modulo sul social media marketing e di quello sulla scrittura per il web.

Ecco di seguito gli argomenti delle quattro giornate del modulo sul search marketing, fate riferimento al programma del master (in PDF) per avere il dettaglio dell’intero corso.

Prima giornata

Cos’è il Search Marketing e come si integra nelle strategie di marketing online

I motori di ricerca sono diventati già da tempo il principale driver di traffico sul web. Qualunque soggetto con una propria identità e presenza sul web non può fare a meno di sviluppare le proprie strategie di business e di marketing senza tenere in considerazione il fenomeno del search e gli utenti che ne sono protagonisti. La prima giornata del corso introduce il Search Marketing, ne delinea le peculiarità e la forte natura sociale e mostra le differenze con altre attività di marketing online, spiegando in quali contesti il SEO è uno strumento imprescindibile e in quali può supportare e integrarsi ad altre forme di web marketing.

  • Uno sguardo d’insieme al Search Marketing
  • Definizione di SEO
  • In quali occasioni è opportuno fare SEO

Seconda giornata

Gli spider dei motori, l’interazione con i siti web e i fattori SEO

Inevitabilmente legato a come le persone fruiscono i siti web, fare SEO significa anche prendersi cura di quegli aspetti tecnici che possono influire sulla qualità dell’esperienza di navigazione degli utenti e sulla facilità con cui i motori di ricerca archiviano e valutano i siti per poi proporli nei risultati delle ricerche. La seconda giornata fornisce le basi tecniche per comprendere come siti, motori e utenti interagiscono tra di loro e propone delle semplici attività pratiche attraverso le quali prendere familiarità con il funzionamento e la tecnologia dei motori di ricerca.

  • Il modello client/server
  • Crawling e indicizzazione
  • Contenuti duplicati

Terza giornata

Contenuti editoriali e popolarità sul Web

Una giornata dal taglio prevalentemente pratico, che fornisce linee guida, spunti ed esempi per ottimizzare e promuovere un sito web.

  • SEO copywriting
  • Il ruolo degli utenti
  • Tecniche per l’acquisizione della popolarità

Quarta giornata

Web Analytics: il ruolo degli utenti e l’importanza dell’analisi

Tra i numerosi canali di marketing e comunicazione, il web è senza dubbio quello che offre la maggior precisione ed il maggior dettaglio in fatto di misurazione. Questa eredità, proveniente dalla natura pur sempre informatica che il web possiede, offre un valore potenzialmente enorme a quanti sono in grado di leggere i dati che la web analytics può fornire.

Nella quarta giornata si introdurrà la web analytics, presentando modelli e strumenti, e si approfondiranno concetti come obiettivi, metriche e misurazioni; lo scopo è di fornire ai partecipanti gli strumenti e le procedure adatte per trarre benefici dalla misurazione del proprio traffico web.

  • Piattaforme e metodi di web analytics
  • Definizione degli obiettivi
  • Misurazione dei risultati

Se ritenete ghiotta questa opportunità di formazione, trovate dettagli e contatti sulle pagine linkate in questa news.

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Nuovo tool da SearchBrain: Google Chart Decoder

by Enrico Altavilla on 18 gennaio 2010

Google Webmaster Tools mette a disposizione dei webmaster diverse informazioni, tra le quali alcuni grafici che mostrano la quantità di pagine del sito che sono state scaricate dallo spider, quanti byte sono stati richiesti, quanto tempo c’è voluto mediamente per scaricare una pagina, e così via…

I grafici però mostrano solo un andamento temporale, senza fornire i numeri esatti. In alcune occasioni sarebbe interessante ottenere i dati numerici che sono stati usati per generare il grafico, per analizzarli meglio, ad esempio con Excel, o semplicemente per conservarli.

Da oggi sì può fare. I tool di SearchBrain si arricchiscono infatti di Google Chart Decoder, uno strumento al quale si dà in pasto l’indirizzo (URL) di uno dei grafici usati da Google Webmaster Tools e dal quale si ottengono i dati numerici usati per produrre il grafico stesso.

Un esempio pratico

L’immagine che segue mostra un tipico grafico di Google Webmaster Tools che riassume il numero di pagine scaricate da Googlebot su un periodo di novanta giorni. Fate attenzione al numero evidenziato nel riquadro rosso: ci dice quante pagine lo spider ha scaricato nel giorno di maggiore picco. E’ un’informazione essenziale.

Volumi di pagine scaricate

La linea mostra la quantità di pagine scaricate ogni giorno

A Google Chart Decoder bisogna fornire l’URL dell’immagine (potete aprire l’immagine in un altra tab/finestra del browser e poi copiarne l’URL dalla barra degli indirizzi) e specificare poi alla voce “scaling” il numero massimo di pagine scaricate da Googlebot nel giorno di picco.

Cliccando infine su “Extract values”, Google Chart Decoder farà le opportune proporzioni e fornirà l’elenco completo del numero di pagine scaricate da Googlebot in ciascuno dei novanta giorni coperti dal grafico.

Esempio di utilizzo del Google Chart Decoder

Esempio di utilizzo del tool (clicca per ingrandire)

L’aspetto più interessante del tool è che non estrae informazioni solo dai grafici di GWT ma può essere usato per estrarre informazioni da qualsiasi grafico prodotto col servizio pubblico di Google “Google Chart API“, usato da diversi siti e webmaster per generare facilmente grafici.

Qualche indicazione:

  1. Per limiti intrinseci di Google Chart API, i numeri estratti non possono essere precisi all’unità.
  2. Se copiate nella clipboard l’URL dell’immagine, fate attenzione: alcuni browser possono modificare l’URL prima di copiarlo.
  3. L’esempio fatto è solo una delle tante applicazioni del tool. Divertitevi a scovare sul Web altri grafici prodotti con la Google Chart API!
  4. Smanettate un po’ con le opzioni di arrotondamento e di separazione dei valori per ottenere esattamente l’output che vi serve.

Enjoy!

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Auguri da SearchBrain: vi regaliamo i tool SEO!

by Enrico Altavilla on 25 dicembre 2009

Pacco regalo di SearchBrainAuguri di buone festività e di un prospero 2010 da SearchBrain! 🙂

Avremmo voluto sfruttare questo post per fare un bilancio dei risultati di SearchBrain nei primi mesi di attività, ma il buonsenso ci ha riportato con i piedi per terra: l’unico argomento che avrebbe riscosso interesse sarebbe stato quello del regalo di fine/nuovo anno ai SEO, come avevamo annunciato in un post precedente.

Quindi, bando alle chiacchiere e godetevi i nostri SEO tool! Finora sono stati usati internamente dai consulenti del team ma adesso sono a disposizione di tutti.

L’aspetto più interessante di questo regalo sarà la sua continua evoluzione: via via che svilupperemo nuovi tool per esigenze interne, condivideremo con voi quelli che riterremo più utili alla comunità di professionisti del search marketing. Un paio di nuovi tool sono già in cantiere!

Introduciamo brevemente i tre tool SEO disponibili nel momento in cui scriviamo. Indicheremo per ciascuno di essi un utilizzo tipico ma esistono sicuramente molte altre finalità nelle quali potranno venirvi in aiuto.

Web Reader

Il Web Reader è uno strumento che accetta degli URL di pagine/risorse, che vengono poi scaricate mostrandone le intestazioni HTTP ed eventuali redirezioni. Attraverso le molte opzioni a disposizione dell’utente, permette di simulare richieste da parte di spider dei motori (user-agent) o una lingua di preferenza (accept-language), caratteristiche che lo rendono adatto a fare analisi su come un server/CMS risponde diversamente a seconda del tipo di richiesta inviato.

E’ un tool che si rivela utile ogni volta che c’è la necessità di “scendere ad un livello più basso rispetto al browser”, per rendersi maggiormente conto di tutto ciò che avviene quando si fa richiesta di un URL.

Esiste anche un’opzione che induce il tool ad accettare i cookie, in modo da comparare come il sito si comporta nei confronti dei browser che accettano i cookie e nei confronti dei client che non li accettano, come gli spider dei motori. Le applicazioni sono molteplici, divertitevi!

Web Reader

Il Web Reader di SearchBrain

Chain of fools

Chain of fools è un tool nato per controllare le catene di redirezioni. Accetta un elenco di URL e fornisce in output (HTML e TSV, da copiare e incollare comodamente in un file Excel) tutta la catena di redirezioni che un client segue dal momento in cui chiede un URL al momento in cui ottiene una risorsa (cioè un codice di status HTTP 200).

E’ una vera manna dal cielo per controllare le redirezioni tipiche delle migrazioni di siti e per accertarsi che il piano di redirect progettato sia stato correttamente implementato.

Chain of fools

Tante redirezioni? Controllatele con "Chain of fools"!

Bimbomix

Non strettamente di natura SEO, Bimbomix è un tool molto semplice ma che nel corso del tempo si è rivelato utilissimo in molteplici contesti. Accetta due elenchi di generici elementi: frasi, URL, parole… e compie delle semplici operazioni di somma o estrazione tra le due liste. Per esempio potete inserire nella lista “A” un gruppo di keyphrase fornite dal suggestion tool di AdWords e nella lista “B” le keyphrase che sono state oggetto di ottimizzazione sul sito. Selezionando l’operazione “Entries in A but not in B”, Bimbomix vi dirà su quali keyphrase non avete ancora lavorato.

Oppure potreste svolgere la stessa operazione tra l’elenco di URL di cui si compone un sito (magari individuate con XENU) e l’elenco di URL presente su Google (ad esempio usando l’operatore “site:”), per scoprire quali URL non sono state ancora indicizzate dal motore di ricerca. Insomma, sperimentate e vedete in quanti modi il tool potrà esservi d’aiuto!

Bimbomix

Mischia e separa con Bimbomix!

Ancora auguri!

Questo piccolo regalo conferma il nostro desiderio di coltivare buoni rapporti con freelance, consulenti ed agenzie SEM. Riteniamo che la condivisione di conoscenza, strumenti ed esperienze sia una delle chiavi per far evolvere questo settore più velocemente.

Divertitevi ad usare i tool di SearchBrain e passate un buon Natale ed un buon inizio d’anno! 🙂

The SearchBrain Team

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Google News ed editoria: le slide della sessione

by Enrico Altavilla on 17 dicembre 2009

Ciao a tutti!

Vi segnaliamo la pubblicazione su SlideShare e in un file PDF da scaricare della presentazione usata da Enrico Altavilla all’edizione 2009 del Convegno GT, tenutasi a Riccione lo scorso 5 e 6 dicembre.

Il tema era “Google News e pubblicazioni online – Uno studio approfondito sulla visibilità” e la sessione forniva un’anteprima di un software/servizio attualmente in fase di progettazione per il monitoraggio di Google News e l’estrazione di informazioni strategiche per piccoli e grandi editori online.

Ovviamente le slide non forniscono la stessa esperienza della sessione dal vivo ma sono un primo strumento per comprendere il tema trattato, che verrà approfondito in futuro con la pubblicazione di nuove risorse, tra le quali un video sul canale YouTube di SearchBrain.

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I meeting periodici di SearchBrain

by Enrico Altavilla on 16 dicembre 2009

Dall’esterno potrebbe sembrare che SearchBrain si riduca ad essere una struttura “virtuale”, con occasioni di contatto sporadiche tra i consulenti. Tutt’altro: oltre ad un coordinamento continuo sulle attività che vengono gestite assieme (new business, marketing, organizzazione interna, ecc.) periodicamente ci incontriamo per fare il punto della situazione e condividere lo stato dei nostri progetti.

Proprio ieri si è tenuto uno di questi incontri. Solitamente siamo soliti darci appuntamento in luoghi ameni e decisamente meno formali: il paesello medievale, la località lacustre, ecc. Stavolta però abbiamo pensato di ritrovarci in quel di Milano.

La foto che segue ritrae i 3/4 del team discutere su uno dei tanti aspetti all’ordine del giorno. In circa quattro ore di chiacchierata, supportate da pausa caffé e sigaretta, sono stati affrontati gli argomenti legate alle principali attività: gestione clienti, organizzazione e condivisione delle informazioni e iniziative future. Sono state condivise metodologie e template di documenti, è stato fatto il punto sui progetti di ciascuno dei consulenti ed abbiamo iniziato a discutere l’approccio ad un progetto interno di ricerca e sviluppo.

Meeting SearchBrain di dicembre 2009

Un'istantanea del meeting. Si noti il netpc di Enrico, che evidentemente non aveva di meglio da fare che stare su FaceBook.

Il meeting aveva come prima voce all’ordine del giorno anche il bilancio dei primi due mesi di attività che, evidenze alla mano, abbiamo giudicato estremamente positivo sotto diversi aspetti, a cominciare dall’essere riusciti a comunicare quell’elemento di distinzione da quanto già esisteva. Di questo risultato, però, dobbiamo ringraziare tutte le persone che finora ci hanno seguito con curiosità.

Quasi dimenticavamo… abbiamo anche discusso del regalo di fine anno per i SEO, che arriverà tra un po’ di giorni e che speriamo vi piaccia! 🙂

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Intervista/consulenza di SearchBrain per Mattia Ragni

by Enrico Altavilla on 10 dicembre 2009

Ciao a tutti!

Segnaliamo con piacere che Mattia Ragni, vincitore del contest SEO organizzato da SearchBrain alcune settimane fa, ha iniziato a pubblicare sul proprio blog l’intervista che ci aveva proposto.

Stavolta, più che imbrodarci nelle solite auto-celebrazioni, ci piace sottolineare che l’intervista è nata perché Mattia ha voluto commutare il premio vinto, una consulenza da parte di SearchBrain, in un’occasione per condividere con tutti le nostre considerazioni e risposte.

In questa sede ci limitiamo a segnalare la pagina indice dell’intervista, che verrà pubblicata a scaglioni su post multipli. Tra gli argomenti discussi:

  • La SEO nella fase di pianificazione di un progetto
  • La scelta delle parole chiave
  • Strategie per la link popularity
  • I fattori SEO site-wide
  • Percorsi di formazione nel search marketing

Grazie ancora a Mattia per l’iniziativa, molto apprezzata!

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